Flow Trading
- Meccanismi principali: La società agisce come dealer principale. L’obiettivo è ottenere profitti dallo spread e dal volume degli scambi.
- Capitale impiegato: Il capitale della società viene utilizzato per detenere un inventario temporaneo.
- Profilo di rischio: Rischio di mercato moderato. Ampiamente coperto tramite hedging.
- Interazione con i clienti: Essenziale. L’intera attività si basa sul servire i clienti e assorbire le loro esigenze di liquidità.
- Status normativo: Ampiamente consentito e riconosciuto a livello globale all’interno delle banche d’investimento come funzione fondamentale di market making.
Proprietary Trading
- Meccanismi principali: Posizioni direzionali basate sull’analisi tecnica. L’obiettivo è ottenere profitti dall’apprezzamento degli asset.
- Capitale impiegato: Il capitale della società finanzia investimenti speculativi.
- Profilo di rischio: Elevato rischio di mercato. Le posizioni rimangono aperte molto più a lungo, risultando più vulnerabili agli shock macroeconomici e agli eventi imprevisti.
- Interazione con i clienti: Le attività sono isolate dal flusso degli ordini esterni. Il desk opera come un hedge fund interno e indipendente.
- Status normativo: Dal 2008, queste attività sono fortemente limitate all’interno delle banche commerciali. Sono principalmente riservate a società di trading specializzate e indipendenti.
Come genera profitti il Flow Trading?
Il profitto di questa attività deriva dallo spread bid-ask. Il bid è il prezzo di acquisto, mentre l’ask è il prezzo di vendita.
La società quota questi 2 prezzi differenti sul mercato e la differenza rappresenta il margine di profitto lordo per ogni unità scambiata.
Quando il mercato diventa più volatile, lo spread si amplia per compensare il dealer del maggiore rischio legato alla detenzione degli asset.
I dealer devono assumersi il rischio che la controparte disponga di informazioni superiori e li lasci in una posizione svantaggiosa. Devono inoltre essere compensati per il rischio derivante dalla detenzione dell’asset nel proprio portafoglio in attesa che si presenti un’altra controparte.
Gestiscono questi rischi attraverso adeguamenti dinamici dei prezzi. Quando necessario, possono ampliare artificialmente lo spread bid e ridurre lo spread ask per aumentare il proprio premio (ad esempio, quando fondi istituzionali vendono contemporaneamente un enorme blocco di azioni).
Esempi reali
A fini didattici, è utile ricordare che il flow trading funziona in modo molto simile al market making.
L’obiettivo è catturare lo spread.
Immaginiamo uno scenario in cui un grande cliente desideri acquistare un enorme blocco di una determinata azione.
Invece di inoltrare l’ordine a una borsa pubblica e provocare un’impennata del prezzo, il flow desk interviene e facilita direttamente l’operazione.
La società abbina l’ordine in entrata al proprio inventario.
Se la società possiede già quelle azioni, acquistate in precedenza a un prezzo inferiore, le vende direttamente al cliente.
Il desk offre un prezzo di acquisto leggermente migliore rispetto a quello mostrato dal mercato pubblico, garantendo al cliente un’esecuzione immediata a un prezzo vantaggioso.
Allo stesso tempo, la società ottiene un profitto vendendo le azioni a un prezzo leggermente superiore al costo iniziale, a vantaggio sia della società stessa sia del cliente.
Gestione del rischio & Hedging
Nella pratica, quando invii un ordine di vendita al book, molto raramente troverai immediatamente un acquirente. Il dealer assume quindi questo ruolo per assorbire il tuo ordine.
Tuttavia, una volta fatto ciò, dovrà detenere i tuoi asset nel proprio inventario per un certo periodo di tempo. Questo periodo può variare da un paio di giorni a diverse settimane. Ciò significa che durante questo periodo di detenzione si assume un notevole rischio di mercato.
Se si verifica uno shock macroeconomico, il valore dell’asset diminuisce e il dealer subisce una perdita.
Il modo migliore per rendere questa attività sostenibile è attraverso la gestione quantitativa del rischio e l’hedging continuo.
I dealer utilizzano metriche matematiche di rischio per neutralizzare la propria esposizione. Utilizzano concetti avanzati come il Dollar Value of a Basis Point (misura la variazione in dollari di un asset, come un’obbligazione, sulla base della curva dei rendimenti del tasso d’interesse privo di rischio) e il Credit Spread 01 (misura la sensibilità all’ampliamento o alla riduzione dello spread di credito di un emittente).
Oltre alle azioni, utilizzano anche strategie algoritmiche per gestire importanti Greeks come Delta e Vega nei mercati dei derivati.